Convenzione Contro le Doppie Imposizioni Italia – Spagna: Cos’è e Come Funziona
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Convenzione Contro le Doppie Imposizioni Italia – Spagna: Cos’è e Come Funziona

Convenzione tra Italia e Spagna per evitare le doppie imposizioni: come richiederne l’applicazione

Le Convenzioni contro le doppie imposizioni, anche note come trattati fiscali, sono accordi bilaterali con i quali i Paesi contraenti regolano l’esercizio della propria potestà impositiva al fine di eliminare le doppie imposizioni sui redditi e/o sul patrimonio dei rispettivi residenti (persone fisiche, o giuridiche). Anche l’Italia e la Spagna che hanno stipulato una convenzione contro le doppie imposizioni. La Spagna vanta infatti numerose relazioni economiche con l’Italia e sono tanti gli italiani che hanno interessi economici in Spagna, che qui lavorano in forma autonoma o subordinata, così come sono altrettanto numerose le imprese che operano in entrambi i Paesi. In questo articolo parleremo proprio della Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Spagna, delineandone i contenuti principali e spiegandone funzionamento e vantaggi.

persona digita su una calcolatrice per calcolo tasse per evitare la doppia imposizione sulle tasse in italia e spagna

Cos’è la convenzione tra Italia e Spagna per evitare le doppie imposizioni?

La Convenzione tra Italia e Spagna per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali è stata firmata a Roma l’8 settembre del 1977 e ratificata con la legge n. 663 del 29 settembre 1980.

Ma perché è nata la necessità di questi accordi bilaterali tra Stati volti ad eliminare la doppia imposizione?

Negli ultimi decenni, il principio della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi nell’Unione Europea ha incrementato la mobilità aziendale, portando alla luce una problematica precedentemente meno evidente. Per esempio, se un’azienda italiana commercializza prodotti o offre servizi in un altro Paese dell’UE, come la Spagna, potrebbe inconsapevolmente creare una stabile organizzazione. In tal caso, la Spagna richiederebbe che i redditi prodotti sul proprio territorio siano soggetti a tassazione locale. Questo scenario può portare al fenomeno della “doppia imposizione”, in cui lo stesso reddito è tassato sia nello Stato di generazione del reddito sia in quello di residenza dell’azienda.

Il ruolo del consulente avvocato o commercialista fiscale internazionale diventa essenziale per prevenire queste situazioni. Attraverso la propria esperienza e competenza, il consulente aiuta le imprese a evitare un trattamento fiscale ingiusto, che comporterebbe il pagamento di imposte sullo stesso reddito in due differenti Stati.

In assenza di una legge internazionale che regolarizzi o proibisca la doppia imposizione fiscale, diversi Paesi hanno perciò deciso di collaborare per ovviare o contenere gli effetti della doppia imposizione fiscale, incentivando così l’esercizio dell’attività economica anche al di fuori dei propri confini nazionali. Le convenzioni contro le doppie imposizioni rappresentano accordi diplomatici tra Stati, frutto delle relazioni internazionali, volti a regolamentare la tassazione delle rispettive aziende che operano tra i due Paesi. Questi accordi sono essenziali per garantire che le imprese non siano soggette a tassazione duplicata sui loro redditi, facilitando così lo scambio commerciale e gli investimenti transfrontalieri. Tali convenzioni stabiliscono chiare regole su come e dove le aziende debbano pagare le tasse sui loro profitti, contribuendo alla creazione di un ambiente fiscale più prevedibile e stabile per le imprese internazionali.

La Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Spagna detta dei principi fondamentali in materia di imposte sul reddito delle persone sia fisiche che giuridiche e in particolare, tra i più rilevanti, quelli relativi a redditi immobiliari, agli utili d’impresa, al lavoro autonomo e subordinato, e alle pensioni.

Di seguito, vediamo per punti quelli che sono i principali contenuti dell’accordo:

  1. Residenza fiscale: la convenzione stabilisce le regole per determinare la residenza fiscale di una impresa, attribuendo a un Paese di esercitare la propria potestà tributaria sui redditi prodotti a livello mondiale. Una azienda spagnola è tenuta a dichiarare e includere nella propria base imponibile societaria tutti i redditi prodotti a livello globale. Questo principio, noto come tassazione mondiale, implica che l’azienda deve rendere conto al fisco spagnolo per tutti i suoi redditi, indipendentemente dal Paese in cui sono stati generati.
  2. Attribuzione della giurisdizione fiscale: La CDI definisce quale paese ha il diritto di tassare specifici tipi di reddito. Ad esempio, il reddito da lavoro dipendente può essere tassato nel paese in cui viene svolta l’attività lavorativa.
  3. Evitare la doppia tassazione: la convenzione fornisce meccanismi per evitare la doppia tassazione. Questi meccanismi possono includere crediti d’imposta, esenzioni o altri metodi per assicurare che il reddito non sia tassato due volte. Le convenzioni contro le doppie imposizioni stabiliscono anche la tassazione in caso di dividendi tra una società e l’altra.
  4. Definizione dei tipi di reddito: specifica come i diversi tipi di reddito societario, come dividendi, interessi e plusvalenze, devono essere trattati ai fini fiscali.
  5. Procedure amichevoli di risoluzione delle controversie: la CDI stabilisce procedure amichevoli per risolvere eventuali controversie sulla doppia imposizione tra i due paesi. 
  6. Scambio di informazioni: prevede l’obbligo per i paesi firmatari di scambiarsi informazioni fiscali al fine di combattere l’evasione fiscale.

La maggior parte dei trattati bilaterali per evitare le doppie imposizioni sono stati redatti sulla falsariga del Modello di Convenzione predisposto dall’Organismo per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Esiste anche un altro importante Modello di convenzione che è quello delle Nazioni Unite emanato nel 1980, utilizzato in larga misura per i trattati fra i Paesi a economia avanzata e Paesi in via di sviluppo. 

Il Modello di Convenzione OCSE non costituisce una fonte del diritto internazionale ma una mera raccomandazione agli Stati aderenti che possono avere un modello di riferimento nella redazione dei trattati. Nonostante il carattere non vincolante, i Paesi membri dell’OCSE si sono in larga misura conformati al modello OCSE nella stipula o nella revisione delle convenzioni bilaterali. 

In Italia, le Convenzioni per evitare le doppie imposizioni entrano a far parte dell’ordinamento giuridico all’esito di un procedimento di ratifica da parte del Parlamento seguito con legge ordinaria, che conferisce piena e integrale esecuzione al trattato.
La Convenzione entra in vigore a seguito dello scambio degli strumenti di ratifica tra i Paesi contraenti. La conferma dell’avvenuto scambio degli strumenti di ratifica è resa nota attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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Come funziona la Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Spagna?

Il concetto fondamentale per stabilire ove un soggetto sia tenuto a pagare le imposte sui redditi percepiti è quello di “residenza fiscale”. Nell’ordinamento italiano la residenza fiscale delle persone fisiche è disciplinata dall’articolo 2, comma 2, del DPR n. 917/86. Ai sensi di questa disposizione un soggetto si considera fiscalmente residente in Italia quando, alternativamente, per almeno 183 giorni:

  • È iscritto nell’Anagrafe delle persone fisiche residenti in Italia, oppure
  • Trascorre fisicamente in Italia più di 183 giorni all’anno (ai sensi dell’articolo 43 c.c);

È sufficiente il verificarsi di anche solo uno di questi requisiti per essere considerati residenti fiscalmente in Italia. 

Il principio della tassazione su base mondiale (Worldwide Taxation Principle)

Questo principio è uno dei pilastri fondamentali su cui si basa il sistema fiscale italiano, ma anche quello di molti sistemi fiscali dei Paesi europei, inclusa la Spagna. 

In virtù di questo principio, il reddito complessivo sottoposto a tassazione è costituito da tutti i redditi posseduti, ovunque prodotti, anche quelli all’estero. 

Diversamente, i redditi prodotti dai soggetti non residenti sono sottoposti, in Italia come in Spagna, al principio di territorialità, in virtù del quale, tali soggetti dovranno determinare e versare nei rispettivi paesi, le imposte dirette solo sui redditi ottenuti nel territorio del paese nel quale il reddito è stato prodotto.

Riassumendo:

Sulla base del principio del Worldwide Taxation, un soggetto è obbligato a dichiarare sia i redditi che il patrimonio prodotti o detenuti a livello globale. Qualora si generino redditi in diversi paesi o si detenga patrimonio o attivi in altri Stati, le Convenzioni per evitare la doppia imposizione stabiliranno le normative applicabili alla tassazione. 

La residenza fiscale è dunque principalmente determinata dalle leggi fiscali del paese in cui si risiede; tuttavia, una persona potrebbe essere considerata residente fiscale in due paesi diversi a causa delle norme interne di ciascuno di essi, le quali adottano criteri differenti per la determinazione della residenza fiscale.

Quando ciò accade, sorge la necessità di fare riferimento alle norme stabilite nelle Convenzioni Internazionali contro le doppie imposizioni (CDI) che esistono tra i due Stati coinvolti. 

La residenza fiscale nella Convenzione contro le doppie imposizioni siglata tra Italia e Spagna è disciplinata all’art. 4.

Per le persone fisiche, i criteri con cui dirimere il contrasto sono, in ordine progressivo, i seguenti:

  1. abitazione permanente;
  2. centro degli interessi vitali;
  3. luogo di soggiorno abituale;
  4. nazionalità;
  5. accordo fra gli Stati coinvolti.

Per le persone giuridiche, qualora lo stesso soggetto risulti residente di entrambi gli Stati contraenti, si ritiene residente dello Stato contraente in cui si trova la sede della sua direzione effettiva.

NB. Se il contribuente vuole provare l’applicazione della norma convenzionale (a lui favorevole), deve fornire prova documentale della sua residenza estera per poter applicare la norma convenzionale.

Attribuzione di giurisdizione fiscale per alcune categorie di redditi. 

 La Convenzione in oggetto definisce quale paese ha il diritto di tassare specifici tipi di reddito, ad esempio, il reddito da lavoro dipendente può essere tassato nel paese in cui viene svolta l’attività lavorativa. Vediamo le altre principali categorie sulle quali la Convenzione stabilisce quale Paese ha diritti di tassare i relativi redditi:

  1. Reddito da lavoro autonomo: Definisce la giurisdizione fiscale sui redditi derivanti da attività professionali indipendenti o libere professioni.
  2. Reddito da Capitale: dividendi, interessi e plusvalenze. La CDI stabilisce quale paese ha il diritto di tassare questi redditi.
  3. Reddito Immobiliare: regola la tassazione dei redditi derivanti dalla proprietà immobiliare, come affitti e plusvalenze immobiliari.
  4. Reddito da Partecipazioni Societarie: stabilisce la giurisdizione fiscale sui redditi derivanti dalla partecipazione a società.
  5. Pensioni e Altri Redditi simili: disciplina la tassazione delle pensioni e di altri redditi simili.
  6. Royalties: stabilisce quale paese ha il diritto di tassare i redditi derivanti da royalties.

Meccanismi per evitare la doppia tassazione

La convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Spagna, all’art. 22, prevede poi un principio generale di divieto della doppia imposizione. Si tratta del cd. Credito D’imposta, ossia dell’assegnazione di un credito d’imposta nel paese di residenza fiscale del contribuente per l’imposta pagata all’estero.

Facciamo l’esempio del reddito da lavoro per un cittadino italiano che lavora in Spagna. Al fine di evitare il pagamento delle imposte sui redditi nel Paese di residenza del dichiarante oltre che nel Paese di produzione del reddito, le imposte estere pagate a titolo definitivo sul lavoro in Spagna possono essere utilizzate in detrazione dall’imposta netta italiana. In questo modo, il contribuente non paga l’imposta due volte sullo stesso reddito.

Nella sua dichiarazione dei redditi italiana, il lavoratore avrà quindi diritto ad un abbattimento dell’IRPEF (l’imposta sui redditi) pari all’ammontare delle imposte pagate in Spagna a titolo definitivo (non devono essere presi in considerazione gli acconti). Questo credito, comunque, non potrà mai superare la quota di IRPEF relativa al reddito estero.

Ad esempio se per un reddito pari a  €. 1.000 la tassazione in Spagna è pari al 20% ed in Italia pari al 23% il lavoratore verserà all’Amministrazione finanziaria spagnola il 20% del reddito e all’Amministrazione finanziaria Italiana la sola differenza del 3%.

avvocato revisiona moduli tasse tenendo conto della convenzione contro le doppie imposizioni tra italia e spagna

Vantaggi della Convenzione Italia-Spagna contro la doppia tassazione. 

 Vantaggi per le Imprese:

  • 1. Evitare la Doppia Tassazione:
    • Una delle principali finalità delle CDI è evitare la doppia tassazione sui redditi derivanti da attività transfrontaliere. Questo è un vantaggio fondamentale per le imprese che operano in più di un Paese.
  • 2. Certezza Fiscale:
    • Le CDI forniscono regole chiare sulla giurisdizione fiscale e sul trattamento fiscale di specifiche categorie di reddito. Ciò offre alle imprese una maggiore certezza fiscale nelle loro attività internazionali.
  • 3. Riduzione dell’Onere Fiscale Complessivo:
    • Attraverso l’applicazione di meccanismi come i crediti d’imposta, le CDI possono contribuire a ridurre l’onere fiscale complessivo delle imprese che operano in più giurisdizioni.
  • 4. Incentivare gli Investimenti Esteri:
    • La presenza di CDI può incentivare gli investimenti esteri, poiché le imprese sono meno preoccupate della doppia tassazione e possono pianificare più efficacemente le loro attività internazionali.

Vantaggi per i Cittadini:

  • 1. Evitare la doppia tassazione personale:
    • Le CDI proteggono i cittadini dalla doppia tassazione sui loro redditi personali, consentendo loro di evitare di pagare imposte su uno stesso reddito in più di un paese.
  • 2. Incentivare la mobilità transfrontaliera dei lavoratori:
    • Per coloro che lavorano in più paesi, le CDI forniscono chiarezza sulla tassazione del reddito da lavoro, incentivando la mobilità transfrontaliera dei lavoratori.
  • 3. Fornire certezza sulla residenza fiscale:
    • Le CDI stabiliscono criteri per determinare la residenza fiscale, fornendo regole chiare su quale paese ha il diritto di tassare determinati tipi di reddito. Ciò agevola la pianificazione fiscale dei cittadini.
  • 4. Proteggere dalla discriminazione fiscale:
    • Le clausole di non-discriminazione presenti nelle CDI proteggono i cittadini dalla discriminazione fiscale basata sulla loro residenza.
  • 5. Semplificare le procedure di rimborso delle imposte:
    • Le CDI semplificano le procedure di rimborso delle imposte pagate all’estero, riducendo la complessità e migliorando l’accesso a eventuali crediti d’imposta.

Questi vantaggi contribuiscono a creare un ambiente fiscale più favorevole per le imprese e i cittadini che operano in contesti internazionali, promuovendo al contempo la cooperazione economica e la mobilità transfrontaliera.

Come eliminare le doppie imposizioni Italia-Spagna

Caro lettore, ora che sei quasi al termine di questo articolo starai dicendo “ok, tutto chiaro, ma come posso chiedere che mi venga applicata la convenzione contro le doppie imposizioni?”

Innanzitutto, prima di richiedere l’applicazione della CDI, assicurati di determinare correttamente la tua residenza fiscale. La CDI sarà applicata in base alla tua residenza fiscale e ai criteri stabiliti nella convenzione, quindi, leggi attentamente il testo ufficiale della Convenzione contro le Doppie Imposizioni tra Italia e Spagna, identificando le disposizioni specifiche relative al tipo di reddito che ti interessa e verifica i criteri per l’applicazione della CDI.

Dopo di che, ricorri alle Autorità Fiscali: presenta la tua richiesta alle autorità fiscali competenti nel paese in cui risiedi. Questo può includere la presentazione di documenti che dimostrano il tuo diritto all’applicazione della CDI, come certificati di residenza fiscale.

Last but not least: chiedi una consulenza ad un professionista fiscale!

Per dichiarare correttamente i propri redditi da attività all’estero senza correre il rischio di incorrere in sanzioni è bene rivolgersi a professionisti esperti che conoscono a fondo e sanno avvalersi delle convenzioni bilaterali stipulate tra gli Stati coinvolti, soprattutto dei meccanismi previsti nella Convenzione per evitare la doppia tassazione come, l’utilizzo dei crediti d’imposta. Ricorda che la tassazione varia a seconda del tipo di reddito e delle circostanze personali. È sempre consigliabile cercare assistenza da parte di un professionista fiscale o avvocato specializzato per garantire una corretta applicazione della Convenzione e la gestione delle procedure con le autorità fiscali.

In conclusione, possiamo dire che la Convenzione contro le Doppie Imposizioni tra Italia e Spagna svolge un ruolo cruciale nell’agevolare lo sviluppo di relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi, contribuendo a creare un ambiente favorevole agli investimenti, alla mobilità transfrontaliera e alla cooperazione economica, eliminando l’iniquità derivante dalla doppia imposizione e incoraggiando una gestione fiscale sicura e responsabile da parte di imprese e individui.

Hai domande sulla Convenzione contro le doppie imposizioni Italia-Spagna o necessiti di supporto nella sua applicazione? Il nostro team di esperti è pronto ad assisterti per garantire una gestione fiscale ottimale dei tuoi redditi e investimenti transfrontalieri. Contattaci per una consulenza personalizzata e scopri come possiamo aiutarti a navigare con sicurezza nel panorama fiscale internazionale.

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