Busta paga spagnola: calcolo, stipendio medio, salario minimo
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Busta paga spagnola: calcolo, stipendio medio, salario minimo

Cedolino in busta paga e Resumen de Nominas: come leggere la busta paga spagnola

Come è composta una busta paga spagnola, quale è lo stipendio medio in Spagna e quali sono le tipologie di contratto di lavoro? In questo articolo vogliamo fornire una guida agli aspetti più disparati relativi alla composizione della busta paga spagnola e alle spese legate al costo del lavoro in Spagna, addentrandoci nel funzionamento dell’altamente regolamentato mercato del lavoro spagnolo. Delineeremo le specifiche dei salari medi, salari minimi, tasse, contributi sociali e delle tipologie di contratto di lavoro in Spagna, fornendo le informazioni fondamentali per chi, in questo momento, vuole assumere lavoratori dipendenti in Spagna approfittando del periodo molto positivo che il Paese sta attraversando, e senza dover costituire una società o avere una stabile organizzazione.

commercialista compila una busta paga spagnola

Busta paga in Spagna

In un contesto di elevata inflazione europea, la Spagna sta vivendo un periodo favorevole per l’assunzione di lavoratori. La riforma del lavoro, parte del PNRR e promossa dalla ministra Yolanda Díaz, ha trasformato il mercato del lavoro, riducendo la precarietà e la disoccupazione e aumentando i contratti a tempo indeterminato. Inoltre, il Regio Decreto Legge 1/2023, attivo dal 1° settembre 2023, introduce incentivi per i contratti di lavoro, beneficiando aziende, lavoratori autonomi, cooperative e alcuni enti pubblici e privati.

Si tratta di un momento estremamente favorevole per gli imprenditori stranieri che vogliono costituire una società in Spagna ed assumere lavoratori dipendenti. L’ambiente economico attuale, combinato con le nuove politiche di lavoro, crea un’opportunità unica per l’espansione e la crescita aziendale. Per questi imprenditori, tuttavia, spesso risulta complesso navigare tra le riforme del lavoro ed ottimizzare le loro decisioni in termini di assunzione dipendenti in Spagna e gestione finanziaria.

Cruciale è comprendere com’è composta la busta paga spagnola: in questo articolo ne analizzeremo la struttura, fornendo una guida alle opportunità per gli imprenditori stranieri. Prima, però, partiamo da una differenza fondamentale: quella tra lo stipendio netto e lo stipendio lordo.

  • Stipendio netto: è l’importo che il dipendente riceve su base mensile, al netto di tutte le imposte sul reddito personale e di tutte le spese sostenute dall’imprenditore
  • Stipendio lordo: è la somma che risulta dallo stipendio netto più i contributi e le spese che l’azienda deve pagare per conto del dipendente, oltre all’imposta sul reddito personale che viene trattenuta dal datore di lavoro. Di conseguenza, lo stipendio lordo è la base del calcolo dei contributi del datore di lavoro al sistema di sicurezza sociale. Quando si assume un lavoratore dipendente in Spagna si deve offrire al dipendente lo stipendio lordo e mai netto. 

Proponendo uno stipendio lordo ai lavoratori dipendenti, le aziende garantiscono chiarezza e standardizzazione. Lo stipendio lordo rappresenta l’importo totale pagato dall’azienda al dipendente prima di qualsiasi deduzione.

Questa cifra rimane costante e non è influenzata da fattori individuali come lo stato civile o il numero di figli del dipendente, elementi che possono variare l’ammontare delle tasse e, di conseguenza, lo stipendio netto. Offrire uno stipendio lordo assicura trasparenza e coerenza nelle proposte di lavoro. Inoltre, permette all’azienda di determinare con precisione il costo totale del personale, facilitando un efficace controllo di gestione e una pianificazione finanziaria adeguata.

Vediamo ora insieme com’è strutturata una busta paga in Spagna.

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Contributi e detrazioni

Le buste paga spagnole riportano le trattenute e i contributi obbligatori per legge. Questi concetti sono fondamentali per comprendere il rapporto tra stipendio lordo e netto. I contributi, normalmente e al di fuori di casi eccezionali, sono principalmente i seguenti:

  • Contributi per contingenze ordinarie (contingencias comunes). Indica il contributo del lavoratore alla sicurezza sociale, pari al 4,70% del suo salario lordo. Questo contributo copre le “contingenze comuni”, ovvero situazioni come malattia, maternità/paternità, infortuni non lavorativi e pensionamento. È una quota fissa, indipendente dal salario effettivo, che assicura ai lavoratori l’accesso a benefici e protezioni sociali in caso di eventi non legati al lavoro. Questa deduzione è fondamentale nel sistema di sicurezza sociale spagnolo, garantendo supporto e sicurezza ai lavoratori in diverse circostanze della vita.
  • Contributo per assegno o indennità di disoccupazione (Aportación desempleo). Rappresenta il contributo del lavoratore al fondo di disoccupazione (el “paro”). Questa deduzione, pari al 1,55% del salario lordo, è destinata a finanziare il sistema di protezione sociale che fornisce supporto economico in caso di perdita del lavoro. Questo contributo è obbligatorio e viene raccolto dal sistema di sicurezza sociale spagnolo per garantire che i lavoratori abbiano un sostegno finanziario durante i periodi di disoccupazione involontaria, contribuendo così alla stabilità economica e sociale.
  • Contributo per la Formazione (Aportación Formación Profesional). Si riferisce al contributo del lavoratore per la formazione professionale. Questo prelievo, che corrisponde allo 0,10% del salario lordo, è destinato a finanziare programmi e iniziative di formazione professionale. Questi fondi sono utilizzati per migliorare le competenze e le qualifiche dei lavoratori, contribuendo così al loro sviluppo professionale e alla competitività del mercato del lavoro. È un investimento nel capitale umano, essenziale per l’adattamento alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e per la promozione dell’occupazione di qualità.

Tassazione

Per quanto riguarda l’imposta sul reddito, questa imposta, trattenuta dal datore di lavoro, varia in base al reddito annuo del dipendente. L’IRPF è una tassa progressiva, il che significa che la percentuale aumenta all’aumentare del reddito, partendo da una percentuale minima per i redditi più bassi (19%) e arrivando a percentuali più elevate (fino al 47%) per i redditi più alti. Le aliquote variano anche in base alle regioni, con alcune aree che applicano tasse locali aggiuntive.

È importante notare che in Spagna sono obbligate a presentare la dichiarazione delle imposte le persone che hanno ottenuto ingressi superiori a 22.000€ con un unico pagatore, o più di 14.000€ con vari pagatori. Questo significa che al di sotto di queste soglie non si applicano ritenute IRPF nella busta paga.

Ecco un riepilogo aggiornato delle aliquote IRPF in Spagna per l’anno 2023:

  • Da 0 a 12.450€: 19%.
  • Da 12.450€ a 20.200€: 24%.
  • Da 20.200€ a 35.200€: 30%.
  • Da 35.200€ a 60.000€: 37%.
  • Da 60.000€ a 300.000€: 45%.
  • Da 300.000 euro in avanti: 47%.

È importante notare che le detrazioni e le esenzioni possono ridurre significativamente l’ammontare dell’IRPF, in base a situazioni personali quali detrazioni familiari, spese per l’istruzione o per l’acquisto della prima casa. Questa flessibilità rende il sistema fiscale spagnolo adattabile a diverse situazioni economiche e familiari.

Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Spagna: un quadro essenziale per i contribuenti transfrontalieri

Per prevenire la doppia imposizione fiscale, ovvero la tassazione dello stesso reddito sia nel paese di origine che in quello di residenza del contribuente, l’Italia e la Spagna hanno firmato una convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni. Questo accordo, firmato a Roma l’8 settembre 1977 e ratificato con la legge n. 663 pubblicata il 23 ottobre 1980, è entrato in vigore il 24 novembre 1980, stabilendo le linee guida per la tassazione dei redditi transfrontalieri.

In base a questa convenzione, un cittadino italiano residente in Italia che percepisce redditi prodotti in Spagna è tenuto a dichiarare tali redditi in Italia, presentando la dichiarazione dei redditi standard. Parallelamente, dovrà presentare in Spagna una dichiarazione dei redditi specifica per i non residenti. Questo processo assicura che il reddito venga tassato correttamente nel paese di origine, evitando la doppia imposizione.

D’altro canto, se il cittadino italiano trasferisce la propria residenza fiscale in Spagna, la situazione si inverte: dovrà presentare in Italia una dichiarazione dei redditi come non residente, mentre in Spagna sarà tenuto a compilare la dichiarazione dei redditi standard per i residenti. Questa procedura garantisce che il contribuente sia tassato in modo appropriato nel paese di residenza, rispettando le normative fiscali di entrambi i paesi.

La Convenzione tra Italia e Spagna rappresenta un elemento fondamentale per i contribuenti che operano o ricevono redditi in entrambi i paesi, fornendo un quadro chiaro e strutturato per la gestione delle obbligazioni fiscali transfrontaliere.

E la legge Beckam…

Similmente a molti altri regimi fiscali, anche la Spagna, come l’Italia, stabilisce che chiunque trascorra oltre 183 giorni all’anno nel paese è considerato fiscalmente residente. Ciò implica che una persona fisica, fiscalmente residente in Spagna, è tenuta a dichiarare e pagare le imposte in Spagna su tutti i redditi ottenuti a livello mondiale. Una deroga a questo principio generale è stata introdotta dalla Legge Beckham (Legge n. 36/2006), che permette alle persone fisiche che si stabiliscono in Spagna per la prima volta di pagare solo il 24% di imposta sui redditi prodotti in Spagna, indipendentemente dall’importo e fino a una soglia di 600.000 euro.

Questa legge permette ai nuovi residenti in Spagna di scegliere tra:

  1. Essere tassati come residenti fiscali in Spagna, con l’obbligo di pagare le imposte su tutti i redditi globali, secondo la tassazione spagnola LIRPF.
  2. Essere tassati come non residenti, pagando le imposte in Spagna solo sui redditi di fonte spagnola, con un’aliquota del 24% fino a una soglia di 600.000 euro di reddito.

Questa scelta, da effettuarsi all’arrivo in Spagna, è vincolante per i successivi cinque anni. Con il regime dei non residenti, il soggetto paga in Spagna solo le imposte sui redditi di fonte spagnola (con aliquota ridotta del 24%), mentre i redditi di fonte straniera rimangono esenti. Il regime tributario speciale della legge Beckham prevede la determinazione dell’imposta IRPF basata sui redditi ottenuti in territorio spagnolo, come se il soggetto fosse non residente fiscale in Spagna.

Per maggiori dettagli e per conoscere le aliquote di questa tassazione agevolata vedi qui.

Come leggere la busta paga spagnola: il “resumen de nominas”

Entro fine mese, insieme alla busta paga, viene inviato il “resumen de nominas” che elenca tutte le voci che compongono la busta paga. Questo documento è fondamentale per una corretta registrazione contabile e per la previsione di tesoreria. Il “resumen de nominas” permette di conoscere nel dettaglio tutti gli importi elencati.

Ecco alcuni esempi delle voci più comuni del “resumen de nominas”:

  • La voce “LIQUIDO A PERCIBIR” mostra l’importo netto che il lavoratore dipendente riceve mensilmente.
  • La voce “COSTE EMPRESA” indica il costo totale del lavoratore a carico dell’azienda..
  • La voce “Retención IRPF” mostra l’importo delle ritenute IRPF applicate in busta paga, che l’azienda deve versare trimestralmente utilizzando il Modello Formulario 111.
  • La voce “COSTE SS” mostra l’importo degli oneri previdenziali a carico dell’azienda, che devono essere liquidati mensilmente.

Calcolo stipendio netto in Spagna

Seguendo l’esempio proposto: il dipendente in questione percepisce uno stipendio lordo mensile pari a € 2.596,74 a cui corrisponde un netto mensile di € 2.000. Il costo totale mensile a carico dell’impresa è pari a € 3.310,84 così suddiviso:

  • € 2.596,74 – stipendio lordo mensile a cui si applica una ritenuta IRPF pari ad € 472,09
  • € 838,75 – contributi previdenziali e assistenziali (€ 124,65 trattenuti in busta paga del lavoratore + € 714,10 liquidati mensilmente dall’azienda)

Studio Lawants offre una consulenza specializzata sul diritto del lavoro in Spagna, assistendoti in ogni fase, dalla redazione di contratti alla gestione delle buste paga. La tua guida affidabile per una gestione efficace delle risorse umane internazionali.

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datore di lavoro e dipendente si stringono la mano dopo aver concordato sulla busta paga in spagna

Tipi di contratti di lavoro in Spagna

Veniamo ora alle tipologie di contratto di lavoro in Spagna. Lo Statuto dei Lavoratori ad oggi prevede quattro tipi di contratto di lavoro in Spagna: contratto di praticantato, contratto a progetto, contratto a tempo indeterminato e contratto a tempo determinato.

Vediamo insieme quali sono le principali tipologie di contratto di lavoro in Spagna.

Contratto di praticantato o contrato de prácticas

Il contratto di praticantato è previsto solo per determinate categorie professionali. È sicuramente un tipo di contratto molto interessante in quanto i contributi previdenziali a carico dell’azienda sono davvero minimi. La durata massima del contrato de prácticas è di due anni. Un lavoratore che abbia già svolto un contratto di praticantato per due anni – anche con diversi datori di lavoro – deve essere successivamente assunto con un’altra tipologia di contratto.

Contratto a progetto o contrato a projecto

Il contratto a progetto è un rapporto di lavoro utilizzato nel caso in cui entrambe le parti formalizzano la conclusione di uno specifico progetto. Non è necessario stabilire la durata proprio perché termina automaticamente una volta raggiunto uno specifico obiettivo. Si può usare questo tipo di contratto per sostituire personale in malattia, per sistemare l’archivio, supplire al personale in vacanza o per far fronte a particolari richieste in momenti particolari dell’anno (saldi, Natale, etc.).

Contratto a tempo indeterminato o contrato indefinido

È il tipico contratto di lavoro a tempo indeterminato, non deve spaventare assumere in Spagna una persona a tempo indeterminato in quanto sarà possibile licenziare in qualsiasi momento – anche senza giusta causa – un lavoratore dipendente, pagando una indennità pari a 33 gg./anno lavorativi (più o meno una mensilità di stipendio all’anno) con determinati limiti massimi.

Per maggiori dettagli leggi il nostro articolo sul licenziamento in Spagna.

Contratto a tempo determinato o contrato a tiempo determinado

Il contratto a tempo determinato è previsto per quei rapporti di collaborazione limitati a un certo periodo di tempo; a differenza dei contratti a progetto, il rapporto di lavoro termina nel momento in cui il contratto scade naturalmente, indipendentemente dai risultati ottenuti. Si deve riconoscere al dipendente una minima indennità di fine rapporto, ma è davvero ininfluente.

Se l’azienda ha intenzione di instaurare un rapporto a lungo termine con un proprio dipendente ed ha dubbi solo circa l’affidabilità/produttività del medesimo, consigliamo sempre di proporre un contratto a tempo indeterminato con periodo massimo di prova.

Conclusioni

Se avete intenzione di assumere un lavoratore dipendente in Spagna, lo Studio Lawants è il tuo Partner ideale per comprendere le peculiarità e le principali regole dell’ordinamento giuridico spagnolo. Non è obbligatorio costituire una società in Spagna, ma è fondamentale valutare le implicazioni fiscali. I tempi per la assunzione di un lavoratore dipendente in Spagna sono relativamente brevi: generalmente meno di una settimana dal momento in cui riceviamo tutti i documenti e le informazioni necessarie dal cliente.

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