Il cliente
Gruppo industriale con capogruppo situata fuori dall’Unione Europea, in una giurisdizione priva di convenzione contro la doppia imposizione con la Spagna. Il gruppo produce apparecchiature elettromeccaniche di elevato valore e realizza progetti completi che comprendono fornitura, installazione e attività tecniche locali.
Con una presenza articolata in numerosi Paesi e contratti in esecuzione con primari operatori spagnoli del settore energetico, il gruppo intendeva costituire una società operativa in Spagna per gestire la fase locale dei progetti. La presenza di una controllata operativa in un altro Stato membro dell’UE apriva due possibili configurazioni: partecipazione diretta della capogruppo extracomunitaria oppure partecipazione attraverso la società europea.
La sfida: scegliere la catena partecipativa senza fermarsi alla ritenuta sui dividendi
La domanda iniziale del consiglio di amministrazione era precisa: la società spagnola doveva dipendere direttamente dalla capogruppo extracomunitaria oppure dalla controllata UE?
La partecipazione diretta avrebbe comportato una ritenuta spagnola del 19% sui dividendi, in assenza di una convenzione applicabile. Una partecipazione attraverso la società comunitaria avrebbe invece potuto beneficiare dell’esenzione prevista dal regime madre-figlia europeo.
Il confronto tra il 19% e la potenziale esenzione, tuttavia, non era sufficiente per prendere una decisione.
Quando la maggioranza dei diritti di voto della società madre appartiene, direttamente o indirettamente, a soggetti non residenti nell’UE o nello Spazio economico europeo, l’esenzione prevista dall’articolo 14.1.h del RDL 5/2004 si applica solo se la società madre è stata costituita e opera per motivi economici validi e ragioni imprenditoriali sostanziali.
Nel gruppo, tutte le filiali dipendevano direttamente dalla capogruppo. Collocare soltanto la società spagnola sotto la controllata UE avrebbe quindi rappresentato un’eccezione rispetto all’organizzazione esistente, da giustificare sulla base di funzioni effettive e non del solo risparmio sulla ritenuta.
La scelta richiedeva di rispondere a tre domande collegate:
- La società UE poteva assumere un’autentica funzione di coordinamento europeo, con personale, risorse e poteri decisionali coerenti?
- Quanto utile sarebbe realmente rimasto nella società spagnola dopo la corretta remunerazione della fabbricazione, dell’installazione e delle altre attività svolte dalle società del gruppo?
- Quali ulteriori imposte sarebbero sorte sui servizi transfrontalieri e sull’operatività del gruppo in Spagna?
La soluzione di Lawants
Abbiamo ricostruito l’operazione partendo dal modello industriale e contrattuale del gruppo, anziché trattarla come un semplice confronto tra aliquote sui dividendi.
- Analisi della sostanza della controllata UE: abbiamo esaminato personale, sede, funzioni operative e luogo in cui venivano assunte le decisioni. L’obiettivo era verificare se l’interposizione della società comunitaria costituisse un’eccezione isolata oppure facesse parte di una reale regionalizzazione europea delle attività del gruppo. Solo nel secondo caso la struttura sarebbe risultata difendibile.
- Confronto tra le possibili catene partecipative: abbiamo quantificato la ritenuta spagnola dovuta per ogni milione di euro distribuito nelle tre ipotesi considerate: esenzione madre-figlia applicata, esenzione negata con applicazione dell’aliquota convenzionale e partecipazione diretta della capogruppo extracomunitaria.
- Analisi economica dei progetti: abbiamo separato fabbricazione, fornitura, installazione, personale locale, subappalti e opere civili per determinare quale margine potesse effettivamente residuare nella società spagnola. Questa ricostruzione ha riportato i prezzi di trasferimento al centro della decisione.
- Verifica dei servizi transfrontalieri: abbiamo individuato un’esposizione che il consiglio non aveva ancora considerato. I servizi resi dalla capogruppo in territorio spagnolo erano soggetti al 24% sul lordo, ai sensi dell’articolo 25.1.a del RDL 5/2004. Il costo poteva essere eliminato soltanto attraverso il disegno del flusso contrattuale, intervenendo prima della firma dei contratti.
- Determinazione dell’aliquota societaria applicabile: abbiamo segnalato l’inapplicabilità dell’aliquota ridotta dell’imposta sulle società. Ai sensi dell’articolo 101 della Ley 27/2014, la soglia di fatturato deve essere calcolata considerando l’intero gruppo e non la sola società spagnola. Le proiezioni sono state quindi elaborate applicando l’aliquota del 25% fin dal primo esercizio.
L’analisi spagnola è stata mantenuta distinta dalle valutazioni relative alle altre giurisdizioni, coordinandosi con i consulenti del gruppo senza sovrapporre responsabilità o duplicare attività.
Risultati
- La decisione del consiglio è stata riportata dal confronto astratto tra il 19% e lo 0% alle due questioni realmente determinanti: se l’Europa dovesse diventare una piattaforma regionale del gruppo e quanto utile sarebbe effettivamente rimasto in Spagna.
- L’esposizione del 24% sui servizi transfrontalieri è stata individuata prima della firma dei contratti, quando era ancora eliminabile attraverso il disegno del flusso contrattuale.
- Il rischio di contestazione per treaty shopping è stato documentato in anticipo, collocando correttamente l’onere della prova alla luce della giurisprudenza del Tribunal Supremo del giugno 2023.
- I prezzi di trasferimento sono stati riportati al centro dell’analisi, dove si concentra il rischio fiscale reale quando il margine attribuibile alla società spagnola è ridotto.
- Le proiezioni economiche hanno applicato fin dal primo esercizio l’aliquota societaria del 25%, tenendo conto del fatturato dell’intero gruppo ai sensi dell’articolo 101 della Ley 27/2014.
- L’analisi spagnola è rimasta separata dalle valutazioni delle altre giurisdizioni, senza sovrapposizioni con gli altri consulenti del gruppo.
Valore per il cliente
Il punto critico non era semplicemente decidere quale società dovesse possedere le partecipazioni della filiale spagnola. Occorreva verificare se la catena partecipativa rappresentasse il funzionamento reale del gruppo e se il beneficio atteso sui dividendi fosse significativo rispetto alle altre conseguenze fiscali dell’operazione.
Utilizzare una società UE esclusivamente come passaggio formale avrebbe esposto il gruppo a una contestazione. La stessa struttura poteva invece risultare coerente se inserita in una reale piattaforma europea dotata di funzioni, risorse e poteri decisionali adeguati.
L’analisi ha inoltre mostrato che, in un progetto che combina fabbricazione, fornitura e installazione, la ritenuta sui dividendi è soltanto una parte del quadro. La tassazione dei servizi resi dalla capogruppo in Spagna, l’attribuzione del margine locale e i prezzi di trasferimento potevano incidere sul risultato più della catena partecipativa considerata isolatamente.
Il gruppo ha così potuto valutare la costituzione della società spagnola sulla base di una struttura coerente con l’organizzazione operativa, i contratti e i flussi economici che sarebbero proseguiti dopo l’ingresso in Spagna.
Conclusione: strutturare la filiale spagnola di un gruppo extracomunitario
Il caso è rappresentativo dei gruppi con capogruppo extracomunitaria e società già operative nell’Unione Europea che intendono costituire una società in Spagna con soci esteri.
La presenza di una società UE non rende automaticamente applicabile l’esenzione sui dividendi. Prima di inserirla nella catena partecipativa occorre verificare il ruolo economico che svolgerà, le decisioni che assumerà e le risorse di cui disporrà. Allo stesso tempo, la scelta deve essere coordinata con i contratti, i servizi transfrontalieri, i prezzi di trasferimento e la fiscalità della società spagnola.
Lawants assiste gruppi internazionali nella progettazione e nella gestione della loro presenza in Spagna, coordinando struttura societaria, fiscalità internazionale, costituzione della filiale, contratti infragruppo e adempimenti fiscali ricorrenti attraverso un unico interlocutore.
Il tuo gruppo sta decidendo da quale società far dipendere la filiale spagnola?
La catena partecipativa deve essere valutata insieme alla sostanza delle società coinvolte, ai flussi contrattuali, ai prezzi di trasferimento e alla tassazione delle attività svolte in Spagna.





